La storia di Kerri
Si inizia sempre per passione, perché in quello che si fa si vuole provare piacere. Non ho mai pensato potesse essere una professione, perché volevo solo conoscere le storie che si nascondono in un bicchiere.
Felice di essere un biologo (analista e nutrizionista) che non si accontenta di parlare di salute e di approccio agli alimenti. La voglia di rimanere in Irpinia si sposa con il legame al più grande traino per il mio territorio: il mondo del vino.
Si inizia con @slow_food_italia, poi con le visite in cantina. La mia storia cambia quando vedo l’emozione negli occhi del “viticultore” Luigi Tecce ed ascolto le sue parole: “Non fatevi portare via la legittimità del sogno”. E penso che non c’è niente di meglio che studiare come raccontarci, perché la cultura va di pari passo alla comunicazione.
Altro incontro di importanza vitale: quello con il prof. Giuseppe Festa. L’iscrizione al @wine_business_unisa mi regala una visione completa: il nostro verde panorama ha molti vigneti, ma tante nuvole sopra. La comunità di amici all’Osservatorio dell’Appennino Regionale (UniSa) mi spinge a pensare ancora: fare rete è frase abusata, ma funziona!
Non sono ancora pronto, e nel tempo di due vendemmie divento Assaggiatore @onavavellino_ e Sommelier @aisavellino.
Il mio master in Nutrizione Umana mi renderà capace di dimostrare che esiste un modo sano di associare il cibo al vino e che possiamo salvare la nostra economia, senza rinunciare a ciò che ci piace, seguendo un corretto stile di vita.
Amo pensare che il sud, quello dei “paesi dall’aria buona” (e del buon vino), non ha solo giovani che scappano fuori confine, ma una voglia matta di combattere per non morire.
Roberto Guarino

